Carte dei Nat: Spiriti della Natura e Maestri Invisibili – Introduzione a Thagya Min, il Nat della Contemplazione degli Antenati
Le carte dei nat sono strumenti utili per comprendere meglio la nostra connessione con il mondo spirituale.
L’invisibile che guida il visibile
Le carte dei nat possono aiutarci a esplorare le energie che ci circondano e a capire il nostro posto nell’universo.
Attraverso le carte dei nat, possiamo accedere a saggezze antiche e riscoprire la nostra relazione con il divino.
Nel cuore della tradizione spirituale del Myanmar (ex Birmania), esiste una cosmologia affascinante e poetica: quella dei Nat, spiriti potenti della natura, intermediari tra il mondo materiale e i regni sottili dell’esistenza. Più che semplici entità folkloriche, i Nat sono forze archetipiche, spiriti guida, energie della natura che si incarnano in forma simbolica per accompagnarci nella comprensione della nostra esistenza e nella guarigione dell’anima.
Le carte dei nat offrono una guida per il nostro cammino spirituale, invitandoci a riflettere sulle nostre radici.
Ogni lettura delle carte dei nat è un’opportunità per connettersi con le energie ancestrali e ricevere insegnamenti preziosi.
Le carte dei nat ci permettono di esplorare le storie dei nostri antenati e il loro impatto su di noi.
I Nat sono 37 spiriti principali, ma la tradizione ne riconosce innumerevoli, ognuno portatore di un insegnamento, di una qualità da risvegliare, di un frammento dell’anima collettiva da integrare. Sono parte di una spiritualità animica e sciamanica che affonda le radici nell’antico culto della Madre Terra, integrandosi poi con il Buddhismo Theravāda in un sincretismo sorprendente.
Perché parlarne oggi?
Perché in un’epoca in cui il ritmo frenetico ci separa dalla natura e dalla nostra interiorità, i Nat offrono una via per ricongiungerci con ciò che è sacro, selvaggio, vero. Comprenderli non è solo un atto culturale: è una pratica di guarigione. Una porta d’accesso all’inconscio, ai ricordi genealogici, alla nostra natura originaria.
Quale è origine delle carte dei Nat?
La dimora dei Nat è il Monte Popa, uno StratoVulcano alto 1518 metri e situato nelle foreste del Myanmar, qui nei templi le statue ed il culto dei Nat trovano casa. Ma è una spiritualità molto intima, infatti oltre ai 37 Nat ufficiali, ce ne sono molti altri individuali, perché ognuno di noi può avere il suo rapporto diretto col divino ed avere uno o più Nat che ci accompagnano lungo la via verso il risveglio.

Nat 1 – Thagya Min: il Sovrano del Cielo e la Contemplazione degli Antenati
Chi è Thagya Min?
Thagya Min è il primo dei 37 Nat. È considerato il re celeste, un essere luminoso e potente che osserva le vicende umane dall’alto, incarnando l’archetipo del saggio custode delle leggi cosmiche. È una figura ieratica e benevola, molto simile al Devarāja (re degli dèi) indù, ma rivisitato in chiave buddhista e animista.
Utilizzando le carte dei nat, possiamo liberare il nostro potenziale e ricollegarci al passato.
In questo contesto, le carte dei nat ci aiutano a recuperare un senso di comunità e appartenenza.
Nel calendario spirituale birmano, Thagya Min compare ogni anno durante la celebrazione del Thingyan, il capodanno birmano. Si dice che discenda sulla Terra per annotare le azioni buone e cattive degli uomini, simile a un archetipo del “giudice interiore” ma senza punizione: solo osservazione consapevole.
L’arcano della contemplazione degli antenati
Nel lavoro ispirato da Selene Calloni Williams, Thagya Min è collegato all’arcano della contemplazione degli antenati. Questo passaggio ci invita a fermarci e rivolgere lo sguardo all’indietro, a quella linea invisibile che ci collega ai nostri antenati biologici, spirituali ed energetici.
La contemplazione degli antenati non è un ricordo malinconico: è un atto di presenza, una meditazione viva che ci permette di risvegliare il potere latente nelle memorie familiari. Secondo la psicogenealogia, ogni discendenza porta con sé doni, ma anche blocchi e irretimenti. Osservare gli antenati con occhi nuovi, guidati dall’archetipo di Thagya Min, ci permette di onorare senza ripetere, integrare senza trattenere.
Scoprire le storie delle carte dei nat può ispirarci a vivere una vita più autentica e significativa.
Perché lavorare con Thagya Min oggi
In un tempo in cui molte persone si sentono disconnesse dalle proprie radici, dal senso di appartenenza e dalla spiritualità autentica, Thagya Min diventa una guida importante per:
- Recuperare il legame con la saggezza degli antenati, non come obbligo ma come dono.
- Liberarsi dai fardelli familiari inconsci, riprendendo in mano il proprio destino.
- Attivare l’intuizione e la capacità di visione, grazie all’archetipo del sovrano celeste che “vede dall’alto”.
- Meditare sul senso della memoria e del tempo, per comprendere che il passato non è finito, ma vive nel presente attraverso di noi.
Ispirato al Nat n°1 ho fatto questa diretta Facebook nella mia serie 37 giorni per illuminarsi, puoi trovare la registrazione qui sul mio canale youtube.com/@ElenaMancinelli
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